Margherita Garibaldi

Margherita, genovese e innamorata della sua città, si occupa di restauro artistico, un amore per questa disciplina che l’accompagna da molti anni. Ha altre grandi passioni come quelle per i viaggi, la moda e il buon cibo.
Ha iniziato il suo percorso sul web e digital content nel 2012 aprendo un sito riguardante il mondo del fashion. Dopo alcuni anni ha pero voluto cambiare rotta e dedicarsi maggiormente ai viaggi e alle recensioni di ristoranti, partendo dallo street food, trattorie e stellati.
La curiosità è una delle sue caratteristiche, conoscere e scoprire posti nuovi in giro per l’Italia e per il Mondo le riempie il cuore come nessun’altra cosa, la completa e allo stesso tempo le arricchisce l’anima.
Se volete potete seguirla sul mio profilo Instagram dove troverete vari spunti su viaggi, Hotel e ristoranti
Margherita Garibaldi : @margherita_garibaldi

I Rolli di Genova, patrimonio Unesco

Genova è maestosa anche per i suoi Palazzi nobiliari che vale la pena visitare, per godersi gli interni maestosi e gli esterni troneggianti.

I Rolli di Genova erano, e sono ancora ora, splendide dimore di famiglie nobiliari che, al tempo dell’antica Repubblica, erano obbligati, sulla base di un sorteggio pubblico dalle liste degli alloggiamenti pubblici (detti “rolli”), ad ospitare le alte personalità che si trovavano a Genova in visita di Stato. Comprendono una serie di edifici tardo rinascimentali e barocchi che hanno tre o quattro piani con spettacolari scaloni aperti, cortili e loggiati che si affacciano sui giardini segreti. Molti degli interni, nonostante il trascorrere dei secoli e i pesanti danni dovuti ai bombardamenti della seconda guerra mondiale, presentano ancora oggi intatte le decorazioni originali. In epoche successive, le medesime abitazioni hanno ospitato viaggiatori illustri che visitavano il capoluogo ligure.

Rolli che nell’italiano moderno significa ruoli o elenchi, vennero costruiti a partire dal 1576, su disposizione del Senato della Repubblica aristocratica rifondata dal principe e ammiraglio Andrea Doria.

Tuttora sono conservati nell’Archivio di Stato di Genova, degli “alloggiamenti pubblici”. Infatti gli edifici erano catalogati in base al loro prestigio. Il primo venne redatto nel 1576 ed elencava 52 edifici, i successivi vennero redatti negli anni 1588, 1599, 1614 e 1664. In ogni rollo gli edifici erano suddivisi in tre o più categorie a seconda delle dimensioni e capienza ad ospitare personalità in visita, alle categorie corrispondevano dei bussoli dai quali venivano estratti gli edifici destinati ad ospitare le personalità in visita. Solo tre erano i palazzi che potevano ospitare le più alte cariche ed erano le abitazioni di Gio Batta D’Oria, sulla salita Santa Caterina, il Palazzo Doria-Tursi di Nicolò Grimaldi, il Palazzo Lercari-Parodi di Franco Lercari, sulla Strada Nuova (attuale via Garibaldi). Nelle disposizioni dei rolli si precisava che tali abitazioni erano riservate a «Papa, Imperatore re e legato Cardinali o altro Principe».

Nel 2006, la commissione UNESCO  inserì fra i siti Patrimonio dell’umanità  le Strade Nuove insieme a42 palazzi iscritti almeno in una delle cinque liste ufficiali della Repubblica di Genova .

Dal 2009 è stata istituita la manifestazione dei Rolli Days, giornate in cui i palazzi, sia pubblici sia privati, sono aperti al pubblico e resi visitabili. Vengono realizzati appositi percorsi guidati in città e studenti, dottorandi e ricercatori dell’Università degli Studi di Genova illustrano i singoli palazzi ai visitatori. Si svolgono annualmente in due fine settimana, ad aprile e ottobre.

Guida ai migliori ristoranti della Liguria

Le admin dellaMiaGenova hanno scelto i top risto-local della Liguria. I migliori ristoranti, le migliore trattorie i i migliori agriturismi dove abbiamo mangiato meglio, dove ci siamo godute la vista migliore, e naturalmente dove ci hanno servito al meglio. Perchè noi liguri siamo anche un pò mugugnoni!

Se seguite i nostri consigli, non ve ne pentirete!

Secondo Ambra

Trattoria da Billy (Via Rollandi 122, Manarola) si trova nei vicoli più alti del borgo. Si può gustare pesce freschissimo con una vista mozzafiato e instagrammabile. Le loro specialità sono le cozze ripiene e i primi con pesce del giorno.

Osteria all’inferno dal 1905 (Via Lorenzo Costa, 3 La Spezia). La loro specialità sono le acciughe cucinate in tutti i modi. E’ una trattoria con prezzi bassi e porzioni giga.

Fabbrica della birra (località Birra, 3 Savignone). Non ci vado da anni ma quando andavo mangiavo un pesto eccezionale. La carne viene cucinata alla perfezione, consiglio il filetto al Castelmagno. Ovviamente birra top!

La Casa della Lucertola, (Via San Carlo di Cese, 51 Orezzo) per l’eccellente qualità del cibo, il menu fisso a 30 euro (puoi mangiare fino a scoppiare!) e il posto bellissimo in zona alture di Pegli. I loro prodotti sono tutti a km 0!

Scalvini a Pontedecimo, (Piazza Pontedecimo, Genova) dove ho mangiato il migliore pesce della mia vita, dal crudo di mare ai piatti con pescato del giorno, ai dolci fatti dalla pasticceria Scalvini li accanto.

Secondo Alessandra

Ombre rosse (Vico degli Indoratori 20-22-24 r Genova). Vince su tutti soprattutto per il dehor e per la simpatia del personale. Ottimo cibo, diverso dal solito.

Ristorante Le Rune (Salita inferiore Sant’Anna 13r). Piatti gourmet e gentilezza sono i punti forte del locale, ma vogliamo mettere anche la bontà delle loro focaccine?

Fish Experience (in Via Antonio Gramsci 13 r, Vado Ligure). Il pesce cucinato meglio che ho mangiato in tutta la mia vita. Tavoli all’aperto, piatti strepitosi e pesce freschissimo.

Secondo Francesca

La vigna (Via Lepanto, frazione Solva, Alassio) .vista spettacolare e cucina ligure

Punta Lena (lungomare Cristoforo Colombo, 2 Albenga). Locale direttamente sul mare, pesce freschissimo.

Il MuMa (Via Cava, 2 Borgio verezzi). terrazza panoramica unica, piatti ricercati..ideale per cene romantiche.

Secondo Margherita

Il Marin (edificio Millo, Porto Antico calata Cattaneo, 15 Genova). stupenda la location, piatti moderni, belli da vedere e buonissimi

Capo Santa Chiara (Via al Capo Santa Chiara, 69 Genova Boccadasse). Location unica, romantico e buon cibo

Bella Bu (Vico inferiore del Ferro, 9 Genova). Situato in pieno centro storico, anche x aperitivo con tapas,ambiente bello e curato, piatti particolari e lista vini naturali migliore di Genova

Trattoria della Raibetta (Vico caprettari, 16r Genova) Nel centro storico, potrete assaporare tutta la cucina genovese compreso il pesto migliore che ci sia.

Il 20tre (Via David Chiossone, 20r Genova). Posto moderno molto bello, con piatti della tradizione rivisitati in chiave moderna.

Ippogrifo San Giorgio (Via Raffaele Gestro, 9r Genova). storico locale di Genova, ambiente elegante, cucina tradizionale e rivisitata

Le Cicale Bistrot (Piazza Leopardi, 12r Genova). Per aperitivo e cena, ambiente giovanile ma sempre un certezza.

10 posti imperdibili da visitare a Genova!

Quest’estate ne abbiamo avuto la prova: Genova è piena di risorse ed sempre di più meta di viaggiatori e turisti, ma spesso le persone si limitano al solito classico giro quando vengono a trovarci. Noi admin di La Mia Genova ti portiamo nei 10 posti preferiti di Genova che devi assolutamente visitare!

  1. Caruggi: il nostro centro storico è uno dei più grandi d’Europa e ospita anche delle vie diventate Patrimonio Unesco, come via San Luca. I nostri vicoli erano cantati da Fabrizio De Andrè, che descriveva la vita attiva dei caruggi, con tutte le sue particolarità. Nella parte più viva, quella più sicura, troverai botteghe storiche di tutti i tipi, artigiani, pasticcerie, gelaterie, besagnini (ovvero gli ortolani/fruttivendoli), pescherie, forni, trattorie, locali di tutti i tipi. Goditi la passeggiata gustandoti un bel tocco di focaccia appena sfornata: parti da Piazza De Ferrari e percorri via San Lorenzo, per ammirare la nostra Cattedrale, buttati poi in via Canneto il Lungo per arrivare in piazza delle Erbe, se hai voglia di un aperitivo, oppure dirigiti in via della Scurreria e piazza Campetto, continuando poi piano piano verso la zona più a ponente. Alla fine dell’area, verso il porto, cerca la famosa via del Campo, è presente anche un piccolo museo dedicato a De Andrè chiamato “29rosso”. Per le sere del weekend, non dimenticarti dei Giardini Luzzati!
  2. Piazza De Ferrari: una delle piazze più belle d’Italia, una volta fulcro commerciale, economico e finanziario della città, ancora oggi uno dei luoghi che i genovesi amano di più. La grande fontana al centro della piazza merita più di una foto, come anche i palazzi storici che la circondano, in primis Palazzo Ducale, sede delle mostre e dellle presentazioni artistiche del momento. Non dimentichiamoci dello splendido Teatro Carlo Felice, di fronte alla statua di Garibaldi. Ovviamente degne di nota anche la via dello shopping, ovvero via XX Settembre, la poco lontana via Roma, per acquisti di lusso, e Galleria Mazzini, per un aperitivo o un caffè super chic.
  3. Palazzi dei Rolli: il nostro fiore all’occhiello, anche questi patrimonio dell’Unesco insieme alle Strade Nuove, ovvero le vie principali del centro della città costruite intorno al 1500-1600 nella zona storica di Portoria. I Rolli ospitavano, nella Genova dell’Antica Repubblica, i più illustri ospiti che venivano in visita in città. Ne esistono 163 e ben 42 sono stati inseriti nella lista del patrimonio Unesco genovese, sia per la loro architettura e il loro prezioso contributo artistico, sia perchè sono una vera fotografia senza tempo che ritrae la politica e l’economia di Genova di quegli anni, senza dimenticare che fanno anche parte di un grande progetto urbanistico con i fiocchi. I palazzi più famosi sono sicuramente Palazzo Rosso, Palazzo Bianco e Palazzo Tursi, situati in via Garibaldi, perfetti per tutti gli amanti d’arte del 500-600. Il mio preferito rimane però Palazzo Reale, in via Balbi, dimora storica con giardino pensile che si affaccia sul porto e sui caruggi, un vero e proprio gioiello del barocco genovese del 600-700, grazie ai suoi affreschi, stucchi, quadri e arredi, oltre che alla celebre (e instagrammabile!) “stanza degli specchi”. Anche se storicamente non faceva parte dei Rolli, trattandosi della dimora privata dell’ammiraglio Andrea Doria, consiglio anche la visita a Palazzo Andrea Doria / Villa del Principe: vale la pena sia per la collezione artistica all’interno, sia per il verde giardino con vista porto. Piccola tip: grazie all’iniziativa dei Rolli Days, circa due volte l’anno i Palazzi possono essere visitati gratuitamente, o con un piccolo contributo se si parla di palazzi privati (i prossimi sono ad inizio ottobre 2021!).
  4. Porto Antico: da menzionare per forza! Il Porto Antico, che nonostante il nome in realtà è stato completato negli anni 90, è la classica meta delle “vasche” pomeridiane o serali per noi genovesi, magari con sosta per un gelato o un cocktail con vista Lanterna, il simbolo “zeneize” per eccellenza -guai a chiamarla “faro” di fronte a noi- (a proposito, sappi che ci si può salire fino in cima e vedere il piccolo museo interno!). Il porto è casa di diversi locali e ristoranti, tra cui Eataly, ed è molto vicino ai caruggi, tanto da poter essere inclusi come unico itinerario. Da visitare abbiamo il famosissimo Acquario di Genova, che si fa ormai pubblicità da solo, e il Museo del Mare Galata, il più grande museo marittimo del Mediterraneo.
  5. Spianata Castelletto: il mio preferito tra i punti panoramici di Genova! Si tratta di una piccola area con vista mozzafiato su tutta Genova, ideale per un aperitivo al tramonto o un cocktail sotto le stelle. E’ raggiungibile sia in macchina (occhio agli ZTL per il parcheggio), sia in bus, sia con ascensore partendo da zona piazza Portello, poco lontano dai vicoli e dalla Stazione ferroviaria Principe. Consiglio di ordinare un bicchiere di vino da Calice o un gelato/granita da Don Paolo. Lo sai che Spianata Castelletto viene raffigurata anche nei titoli di coda del film Disney “Luca”? Il regista Enrico Rosa, super ligure, è sicuramente affezionato alla vista quanto lo siamo tutti noi!
  6. Piazza della Vittoria: è uno dei miei posti del cuore di Genova, anche a livello affettivo, soprattutto perchè ho lavorato in zona per diverso tempo. E’ per tutti in realtà il punto di riferimento per eccellenza, insieme a Piazza “Deffe”. A pochi passi dalla stazione Brignole, troverai da ammirare l’Arco Di Trionfo, costruito negli anni 30 in memoria dei caduti della Prima Guerra Mondiale, e la scalinata della Caravelle, a cui noi genovesi siamo molto legati. A pochi metri più in là, andando verso il centro, segnalo anche il Museo di Storia Naturale di Genova, dove vengono spesso inaugurate mostre davvero interessanti, come quella che è attualmente in corso fino a febbraio 2022, ovvero “Mythos”, dedicata alle creature che hanno ispirato miti e leggende nella storia dell’uomo.
  7. Boccadasse: forse Boccadasse è il posto che mi piace di più di tutta Genova. Se hai tempo, parti da Corso Italia zona Foce, vicino a piazza della Vittoria, e incamminati piano piano verso la fine della passeggiata, godendoti il profumo e il rumore delle onde del mare. In circa 30 minuti arriverai davanti ad una chiesetta che si affaccia sul mare: se seguirai la creuza (una delle più famose “creuze de ma’”, le mulattiere di mare) ti troverai nella spiaggia di Boccadasse e potrai rifarti gli occhi con lo scorcio colorato più famoso della città. Consiglio spassionato: mangiati un bel cono di pesce fritto seduto sugli scogli, non te ne pentirai.
  8. Parchi e Passeggiata di Nervi: Nervi è più fuori mano rispetto al centro ed è nella parte più a levante della città.. ma non te ne pentirai, credimi! I parchi di Nervi mi piacciono moltissimo perchè mi ricordano la mia infanzia, quando mia mamma mi portava la domenica pomeriggio a pattinare, in bici o a giocare con gli altri bambini. Mi ricordo che, per arrivarci, passavamo praticamente sempre dalla passeggiata Anita Garibaldi affacciata sul mare (il porticciolo di partenza è messo a nuovo da poco!) e per merenda mi comprava sempre la pizza nel piccolo panificio situato sotto uno dei porticati vicino alla stazione dei treni. Per chi è di fuori, questi luoghi sono sempre suggestivi, perchè regalano una visione meravigliosa del nostro mare e dei suoi colori e profumi. Altro consiglio: se vorrai visitare i parchi, sappi che verso la primavera vale la pena di visitare anche il Roseto Luigi Viacava, situato nella parte più esterna.
  9. Villa Durazzo Pallavicini: questo parco con villa storica invece è situato esattamente dall’altra parte rispetto a Nervi, verso ponente, precisamente a Genova Pegli. Il palazzo, nato nel 600 per volere della famiglia Grimaldi, ha in realtà aspetto e forme attuali ispirate all’architettura dell’800. Ospita un meraviglioso giardino botanico, intitolato alla nobildonna Durazzo, e il Museo Archeologico Ligure. In primavera non lasciarti scappare la fioritura delle camelie. Mi raccomando, ricordati che per entrare occorre pagare un biglietto e nel weekend si consiglia la prenotazione della visita.
  10. Cimitero di Staglieno: non so se sei tipo da questo genere di cose.. ma se ti piacciono i cimiteri monumentali, Staglieno merita davvero, dato che si parla di uno dei più importanti e più belli d’Europa. Si trova verso la zona più interna di Genova, in Val Bisagno immerso nel verde. Le sculture e le statue, quasi tutte di artisti genovesi, sono di grande valore per l’arte e l’architettura funebre. Inoltre, puoi cercare i personaggi famosi a cui rendere omaggio, come Fabrizio De Andrè, Gilberto Govi, Emanuele Luzzati o Giuseppe Mazzini. A sorpresa, puoi trovare anche la tomba della moglie di Oscar Wilde, Costance Lloyd.

Se sei genovese e vuoi suggerire i tuoi posti preferiti di Genova, oppure se sei da fuori e ti va di chiederci consiglio, non esitare a scriverci qui sotto nei commenti o su Instagram (la_mia_genova), dove troverai le foto re-postate della nostra community!

Il lago delle Lame: uno spettacolo in ogni Stagione.

Il lago delle Lame  è all’interno della foresta delle Lame, sulle pendici del monte Aiona. È ubicato nel territorio comunale di Rezzoaglio, nella città metropolitana di Genova. Si trova a 1048 metri di altitudine sul livello del mare, ed è profondo al centro circa 8 m. E’ uno dei pochi laghi glaciali della Liguria. A seconda della stagione in cui ci si trova il lago cambia colore.

Le stagioni più suggestive per visitarlo sono l’Autunno e l’Inverno; in Autunno, le sue acque  si colorano di un verde acqua accesso e gli alberi si tingono dei tipici colori autunnali; un vero e proprio spettacolo. In inverno il lago diventa uno specchio di ghiaccio il suo colore tende al blu scuro intenso e gli alberi intorno si imbiancano proprio come in un paesino d’alta montagna, ma siamo in Liguria!

E’ situato nel parco naturale regionale dell’Aveto, questo parco è una vera e propria sorpresa, se siete fortunati infatti, potreste vedere I Cavalli Selvaggi dell’Aveto. Questi cavalli sono ad oggi gli unici veri cavalli selvaggi in Italia: discendono da cavalli domestici che sono stati abbandonati all’interno del Parco Naturale Regionale dell’Aveto, questi animali si sono adattati a vivere in completa autonomia. 

Lago delle Lame nel Parco dell’Aveto: come arrivare in macchina

Arrivando in autostrada fino a Chiavari, si deve uscire e imboccare la strada statale 225 fino a Carasco, dove si va a destra sulla strada statale 586 che sale al passo della Forcella e entra nella val d’Aveto. Giunti a Rezzoaglio, occorregirare a destra lungo la strada statale 654 per Santo Stefano d’Aveto, ma subito dopo il paese di Magnasco si deve girare a destra lungo la stradina a curve che conduce al lago (deviazione indicata prima della curva).

Il lago si può raggiungere in macchina, ma attenzione, la strada potrebbe essere chiusa ai non residenti ( come era successo a noi) quindi consiglio di calcolare 1 ora  di camminata ( andata e ritorno) per raggiungere il lago. 

Le calette nascoste di Lerici, la perla del Golfo dei Poeti.

Caletta di ponente – Caletta di Lerici

Lerici è un affascinante comune della provincia di La Spezia, sorge al centro di un’insenatura naturale e per questo le sue spiagge sono per lo più calette. 

La caletta più suggestiva è sicuramente quella di Maramozza.

Questa caletta si divide in due; quella di levante e quella di ponente, chiamata anche caletta di Lerici. 

La Caletta di Levante è una piccola ma splendida spiaggetta non facile da raggiungere, ma la fatica verrà ripagata dal panorama. 

Come arrivarci: Parcheggiate vicino all’Eco del Mare e dirigetevi a piedi verso Lerici, dopo circa 500 mt, troverete a sinistra alcuni posti auto per residenti di colore giallo, qui si trova uno specchio stradale  da dove parte un sentierino parecchio ripido e scivoloso, che scende tra i rovi e si infila nella boscaglia. Per quasi tutto il sentiero è presente una corda fissata al terreno per agevolare il percorso. In 10 minuti circa si raggiunge l’incantevole caletta.

Tempo: 10 minuti

Sole: solo nel pomeriggio 

Consigli: No infradito. 

La Caletta di Ponente è forse più bella e più particolare rispetto alla Caletta di Levante. 

Come arrivarci: superato il sentiero per la Cala Maramozza di Levante si prosegue ancora lungo la provinciale per alcune centinaia di metri, finché alla vostra sinistra non troverete due pilastri di una casa rosa con il numero civico 5, subito dopo, sempre sulla sinistra inizia una stretta scalinata da percorrere fino alla spiaggetta. 

Questa caletta caratterizzata da uno scoglio squadrato proprio in mezzo all’acqua cristallina riporta alla mente paesaggi tropicali. 

Tempo: 10 minuti 

Sole: da mezzogiorno in poi

Consigli: macchina fotografica subacquea per fotografare le grotte. 

Il roseto Luigi Viacava nel parco di Nervi

Già all’inizio del 1900 Freud consigliava ai suoi pazienti Nervi, in quanto era una località di cura, vacanza, ozio e divertimento.

All’interno del parco di Nervi, nel levante ligure, é visitabile gratuitamente il Roseto. La storia del Roseto é ricca di mistero quanto la sua nascita. Infatti, si presuppone, che la villa sia stata costruita intorno al 1500, ma non con certezza. Nel 1981 venne impiantato il Roseto, per volere di Luigi Viacavia, all’ora direttore del servizio giardini e foreste del Comune di Genova.

Il momento migliore per visitare il Roseto é sicuramente la primavera. Restaurato nel 2012 e suddiviso in aree che raggruppano rose antiche, rose moderne e rose da concorso, vanta la presenza di oltre 200 varietà di piante dai colori e dai profumi straordinari.

Oggi il parco é tagliato in due dalla ferrovia e accanto alla Villa si trova una cappella, oggi chiusa, della seconda metà del settecento.

Ristorante Ombre Rosse, cucina ligure con vista

Nel cuore pulsante della città, c’è un ristorante nato nel 2007 ispirandosi all’idea di “buono, pulito e giusto”. La cucina di questo posto é ligure, mediterranea, vegetariana e vegana. Prodotti a km0 e biologici, e prodotti anche per chi soffre di intolleranze alimentari.

Ma Ombre Rosse ha anche un bellissimo giardino, che prima era un semplice giardino comunale nei vicoli, sporco e maltenuto, creando un ambiente intimo e famigliare. Il palazzo, Casa Camilla, é uno dei palazzi più antichi di Genova, che risale al medioevo.

Il tutto condito con personale gentile e cordiale, e piatti squisiti e particolari.

Truogoli di Santa Brigida, i lavatoi pubblici ormai in disuso

Nel cuore pulsante dei vicoli di Genova, c’è una piazza che sa di convivenza, di amicizia e di pulito. Proprio sotto a Via Balbi sono ancora presenti I Truogoli di Santa Brigida, uno dei pochi lavatoi ancora visibili.

Spettacolare è l’accesso ai Truogoli, attraversando un arco e una scalinata che conducono direttamente in questa piccola piazza con case colorate e allegre dai toni pastello.

Vennero costruiti attorno al 1656, grazie anche alla famiglia Balbi. Vennero costruiti in questa piazza perché proprio li scorreva un rio, e proprio li era presente anche l’ospedale degli esposti destinato ai bambini abbandonati.

Questa piazza è stata ristrutturata negli anni ottanta, e fortunatamente i lavatoi sono perfettamente conservati, grazie anche alla copertura metallica.

La storia di Santa Brigida

Nel 1346 Santa Brigida passò sulle alture di Genova mentre si recava a Roma dal Papa indicò la città profetizzando che un giorno sarebbe stata distrutta e che i viandanti, guardando là dove un tempo si ergeva la Superba, avrebbero detto, là era Genova!
I genovesi alla Santa svedese hanno dedicato questa splendida piazza, con la speranza che Brigida non faccia mai mancare alla città  la sua protezione.

Albergo dei poveri di Genova, una storia genovese che ci affascina da più di 300 anni

L’Albergo dei Poveri è stato il primo vero intervento privato per togliere la povertà dalle strade e fornire assistenza

Situato in valletta Carbonara questo edificio monumentale è stato per decenni uno dei palazzi più importanti di Genova. Questo nuovo lazzaretto era poco fuori dalle vecchie mura, ma comunque dentro quelle nuove.

L’Albergo dei Poveri nasce per volontà del console Emanuele Brignole nella metà del 1600, ed è proprio Emanuele Brignole che dà il nome anche alla piazza dove viene edificato. Nasce per ospitare disadattati, poveri e abbandonati che occupano il centro e le strade genovesi e che non hanno una casa e fornire loro assistenza. Ma in quest’albergo pernottavano anche donne anziane che riuscivano a pagarsi la retta da sole e che potevano uscire quando volevano, gli orfani della città, giovani ragazze definite “femmine pericolose“, malati e lebbrosi e donne incinte senza marito.

Per arrivare alla struttura definita dell’Albergo ci sono voluti 200 anni.

Alcuni dicono se fosse un reclusorio basato sul lavoro. Ciò significa che le attività manuali, viste come forma di autofinanziamento e al tempo stesso come strumento di salvezza spirituale, scandivano insieme con la preghiera la giornata degli internati che non potevano mai lasciare
l’albergo, né di giorno né di notte, salvo casi eccezionali. Nel 1694 si contavano fino a 2.600
internati
. Venne costruita una facciata che raggiunse i 175 mt di lunghezza, con un frontone affrescato ma che purtroppo non è sopravvissuto ai secoli. La forma a croce dell’edificio evocava le sofferenze di Cristo mentre la cappella era una vera e propria chiesa che venne aperta al pubblico nel 1673. Essendo il cuore dell’albergo doveva essere vista da ogni lato in modo da permettere a tutti di assistere alle funzioni liturgiche. L’antichiesa, dove trovarono posto le statue dei benefattori, è divisa dalla chiesa cinque gradini di marmo. La chiesa, invece, presenta due altari su ogni lato, e sull’altare maggiore una statua dell’Immacolata dello scultore Pierre Puget di Marsiglia, mentre l’altare maggiore è stato scolpito da Francesco Schiaffino. Nell’1870 poi, con l’apertura di corso Carbonara e di corso Dogali, l’Albergo venne inserito nel tessuto urbano della città.

Si dice che nel 1656/57 ci fu una terribile pestilenza su Genova che decimò la popolazione e si decise, quindi, di seppellire i corpi degli appestati nelle fondamenta dell’Albergo e di dedicare la chiesa del complesso alla Vergine Immacolata come voto per la cessazione della malattia.

Molti furono i benefattori che donarono soldi all’albergo, molti donarono perché salvati da qualche malattia o semplicemente per fare vedere il loro immenso patrimonio alla città e cosi si fecero costruire delle nicchie. Le più importanti e anche le più maestose all’ingresso, mentre i privati cittadini che avevano donato nei secoli precedenti vennero posti in colonne.

Per un breve periodo furono custodite anche le ceneri di San Giovanni Battista e il tesoro di San Lorenzo

Le ceneri di Emanuele Brignole si trovano nella chiesa parrocchiale, presso l’altare maggiore, affinché il suo cadavere giaccia sempre sotto i piedi dei poveri, che lui amo profondamente in vita.

Oggi l’albergo ospita nell’ala di levante la facoltà di Scienze politiche e quella di Giurisprudenza dal 1991, un’ intesa programmatica con diritto di superficie per 50 anni del complesso dell’Albergo dei Poveri, mentre nella restante parte una residenza pubblica per anziani.

Come visitare la struttura

L’ albergo dei Poveri, è aperto al pubblico per visite guidate, solo previa prenotazione. Le guide accompagnano i visitatori in un percorso emozionale attraverso gli spazi che ospitano opere appartenenti alle collezioni dell’Albergo dei Poveri.